Modelli 231

Dopo la consultazione pubblica che si è chiusa lo scorso 23 gennaio, il Cndcec ha pubblicato, in data 19 febbraio, la versione definitiva del documento “Principi consolidati per la redazione dei modelli organizzativi e l’attività dell’organismo di vigilanza e prospettive di revisione del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231”.

Obiettivo del tavolo di lavoro è stato quello di ripercorrere i punti salienti del Decreto legislativo n. 231/2001 e, grazie alla valorizzazione delle esperienze e della sensibilità delle diverse componenti del Gruppo, collocarsi su un piano di analisi più alto, attraverso un approccio comune e una convergenze di interessi tra i vari soggetti coinvolti.

A riguardo, il documento fornisce ora spunti importanti per:

  • la definizione di principi da seguire per la predisposizione dei Modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001 da parte delle imprese,
  • per l’individuazione di norme di comportamento dei componenti degli Organismi di Vigilanza;
  • per l’elaborazione di alcune proposte di modifiche normative in relazione alle maggiori criticità emerse.

Modelli Organizzativi 231

Il modello organizzativo 231 prende la denominazione dal decreto legislativo n.231/2001 che ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il principio volto ad attribuire la responsabilità penale in capo alle persone giuridiche.
Un’innovazione normativa che ha superato lo sbarramento del principio costituzionale in forza del quale “la responsabilità penale è personale” (art.27 della Costituzione) e che è volta a colpire la criminalità d’impresa mediante il riconoscimento di una responsabilità diretta dell’ente. Tutto ciò significa che la normativa in esame prevede una responsabilità amministrativa degli enti che si cumula a quella penale addebitabile alle persone fisiche che hanno commesso materialmente l’illecito.
I soggetti nei confronti dei quali la disciplina si applica sono:

  • Enti forniti di personalità giuridica;
  • Società e azioni anche prive di personalità giuridica.

I reati a fronte dei quali è operativa la responsabilità amministrativa sono tassativamente individuati dal Decreto:

  • reati contro la P.A. e nei rapporti con la P.A.;
  • reati societari;
  • reati informatici;
  • reati di riciclaggio ed autoriciclaggio;
  • reati di accettazione;
  • reati di frode alimentare;
  • reati in materia di Sicurezza sul Lavoro;
  • reati ambientali.

La finalità del modello 231

Predisporre di uno strumento di tutela efficacie ed idonea nella logica di prevenzione, prima ancora che di repressione dei reati presupposti.
L’efficacia dell’attuazione del modello si ottiene grazie ad una verifica periodica delle prescrizioni e dell’organizzazione delle attività aziendali e dall’idoneità di un sistema disciplinare una volta individuate le aree di attività dell’ente esposte al Rischio-Reato si procedimentalizza la formazione e l’attuazione delle decisioni degli organi predisposti, la gestione delle risorse e la circolazione delle informazioni verso l’Organismo di vigilanza.
Il modello 231 si divide in due parti: la parte generale illustra il quadro normativo di riferimento ed espone brevemente i compiti ed i poteri dell’OdV; la parte speciale effettua una mappatura di ogni tipologia di reato presupposto in cui si indica la sintesi del reato e la modalità di commissione, la funzione e i processi aziendali coinvolti, le procedure per la formazione e l’applicazione delle decisioni.

I servizi che offriamo comprendono:

  • Risk Assessment,
  • Valutazione maturità dei modelli attuati,
  • Assistenza OdV,
  • Predisposizione delle procedure operative e della gestione dei processi primari di supporto e di miglioramento.