Nuovo Piano Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026
Nuovo Piano Transizione 5.0: cosa cambia per le imprese con la Legge di Bilancio 2026
Con la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 (Legge di Bilancio 2026) viene ridisegnato il sistema degli incentivi agli investimenti produttivi. Dopo le esperienze dei crediti d’imposta dei Piani Transizione 4.0 e 5.0, il legislatore torna alla disciplina dell’iperammortamento.
L’agevolazione consiste in una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, che consente di dedurre quote di ammortamento superiori rispetto al regime ordinario. Il beneficio si traduce in una riduzione della base imponibile IRES o IRPEF, distribuita lungo la vita utile del bene.
Periodo di applicazione dell’iperammortamento 2026–2028
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Ai fini dell’accesso all’iperammortamento rileva esclusivamente la data di effettuazione dell’investimento, ossia la data di consegna del bene.
Aliquote e scaglioni di investimento
La maggiorazione fiscale segue una logica a scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
- 50% per investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
A titolo indicativo, considerando un’IRES al 24%, il beneficio fiscale può arrivare fino al 43,2% per il primo scaglione.
Beni agevolabili con il nuovo iperammortamento
Beni strumentali materiali e immateriali interconnessi
L’iperammortamento riguarda i beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione, individuati negli Allegati IV e V della Legge n. 199/2025.
Gli elenchi risultano aggiornati rispetto ai precedenti Allegati A e B della Legge n. 232/2016.
Principali novità per i beni materiali
Tra le novità introdotte rientrano:
- infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione (HPC, edge computing, workstation per machine learning);
- reti di connettività industriale avanzata (5G privato, Wi-Fi 6/7 industriale, TSN);
- infrastrutture di cybersecurity OT/IT, come firewall industriali.
Principali novità per i beni immateriali
Per quanto riguarda i beni immateriali, sono inclusi:
- software di intelligenza artificiale, inclusa l’AI generativa e agentic;
- piattaforme low-code e no-code per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali;
- strumenti per il calcolo della carbon footprint e LCA;
- piattaforme per il Digital Product Passport;
- soluzioni avanzate di cybersecurity.
Sono invece esclusi i beni di produttività individuale e office automation (PC, notebook, tablet, stampanti, scanner, periferiche da ufficio, apparati SOHO), nonché i beni non direttamente connessi ai processi operativi.
Beni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
Rientrano tra i beni agevolabili anche i beni materiali strumentali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di stoccaggio.
Sono ammissibili esclusivamente impianti fotovoltaici con moduli prodotti nell’Unione Europea ad elevata efficienza, come previsto dall’art. 12, comma 1, lettere b) e c) del DL n. 181/2023.
Restano esclusi i moduli con livelli di efficienza inferiori.
Il nuovo vincolo “Made in EU”
Una delle principali novità dell’iperammortamento 2026 è l’introduzione del requisito di origine territoriale.
Il beneficio spetta solo se i beni sono prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).
Questo vincolo richiede una maggiore attenzione nella fase di selezione dei beni e comporta specifici oneri documentali a carico delle imprese, finalizzati a dimostrare il rispetto del requisito “Made in UE/SEE”.
Il decreto attuativo: cosa chiarirà
Entro il mese di gennaio è attesa l’emanazione del decreto attuativo, che disciplinerà nel dettaglio le modalità applicative della misura. In particolare, il decreto dovrà chiarire:
- la definizione operativa di “Made in EU”;
- la procedura di accesso e le comunicazioni richieste;
- il ruolo del GSE;
- i profili relativi a perizia tecnica e documentazione.
Il testo del decreto è già stato trasmesso dal MIMIT al MEF; una volta ottenuto il concerto, seguirà il passaggio alla Corte dei Conti e la successiva emanazione.
Come possiamo supportarti nei tuoi investimenti
In questa fase è fondamentale monitorare l’evoluzione del quadro normativo e valutare con attenzione gli investimenti programmati, verificandone la potenziale agevolabilità.
Pegaso Management affianca le imprese con un supporto tecnico e documentale strutturato, che può includere:
- Monitoraggio dell’evoluzione normativa e degli adempimenti previsti, anche alla luce dei chiarimenti forniti dal decreto attuativo e dalla prassi applicativa;
- Verifica preliminare degli investimenti, materiali e immateriali, e dei requisiti di accesso alla misura, sia sotto il profilo amministrativo (vincolo “Made in UE/SEE”, conformità e completezza documentale) sia sotto il profilo tecnico;
- Predisposizione della documentazione tecnica necessaria alla corretta fruizione dell’agevolazione, incluse le comunicazioni al GSE, l’analisi tecnica dei requisiti 4.0 e l’eventuale perizia;
- Verifica annuale del mantenimento dei requisiti tecnici dei beni agevolati per l’intero periodo di fruizione del beneficio.
